• Perchè i ricchi possono fare voto di povertà e i poveri non quello di ricchezza? 

L’OPERAZIONE BALOTELLI DISASTROSA ANCHE ECONOMICAMENTE. IL FAIR PLAY FINANZIARIO ALLONTANA SEMPRE PIU’ L’INTER DALL’EUROPA

UN MESE FA IL CITY AVEVA OFFERTO 22 MILIONI DI STERLINE E 22 MILIONI DI STERLINE HA PAGATO.
PLUSVALENZE, GUADAGNI STRATOSFERICI E BALLE DEL GENERE HANNO ACCOMPAGNATO I COMMENTI SULLA CESSIONE DI BALOTELLI.
GENTE CHE NON HA LA MINIMA IDEA DI QUANTO FACCIA DUE PIU’ DUE SI E’ ESIBITA IN MOSTRUOSI INTERVENTI E COLOSSALI MENZOGNE.
MOLTE IN BUONA FEDE, MOLTE NO-
L’INTER HA CHIUSO GLI ULTIMI DUE BILANCI CON UN PASSIVO DI 240 MILI0NI E NON SARA’ LA CESSIONE DI BALOTELLI A PORTARE MORATTI SULLA STRADA DEL FAIR PLAY FINANZIARIO.
ANZI…
PER SPIEGARE MEGLIO RIPORTO PARTE DI UN ARTICOLO DI STEFANO AGRESTI APPARSO SUL CORRIERE DELLO SPORT, ARTICOLO CH GIUDICO PERFETTO NELLA SUA LINEARITA’.

“Non volevamo credere che accadesse davvero, anche se le indicazioni erano chiare, anche se l’affare sembrava a un passo dalla chiusura ormai da set¬timane. Invece è successo e oggi l’Ita¬lia del calcio si sente, anzi è, decisa¬mente più povera. Puntiamo sui giovani. Italiani, se possibile. E bravi, ovviamente. Giova¬ni e italiani, come Diego Milito, trentu¬no anni suonati, argentino. Un canno¬niere fantastico, siamo tutti d’accor¬do. Ma per quanto, con tutto il rispet¬to, potrà ancora dominare la scena eu¬ropea a forza di gol? Si può progettare il futuro investendo un capitale su un campione di quell’età? Il Real Madrid lo voleva, offriva trenta milioni di eu¬ro. Ebbene, l’Inter lo ha blindato: quat¬tro anni di contratto a oltre cinque mi¬lioni di euro netti a stagione, che fan¬no – al lordo – altri quaranta milioni e passa di ingaggio. Tra i soldi lasciati nelle casse del club spagnolo e quelli che dovrà dare a Milito, la conferma di questo grande attaccante ultratrentenne costa all’Inter settanta milioni. Ciò per dire che adesso non ci devono raccontare che Balotelli è stato cedu¬to per questioni di bilancio, perché non è più l’epoca delle spese folli, per il fair-play finanziario preteso dall’Ue¬fa. Niente di tutto questo. E’ stata fat¬ta una scelta: mi tengo Milito (e Mai¬con, ad esempio, brasiliano, ventinove anni) e vendo Balotelli. L’Inter, ovvia¬mente, è libera di fare ciò che vuole. Noi non capiamo, né condividiamo.
L’Inter arriva dalla stagione miglio¬re della sua storia, perciò merita elogi e ammirazione. Ma questa, per noi, è una scelta clamorosamente sbagliata, che potrebbe diventare scellerata se Balotelli giocasse nei prossimi dieci, quindici anni com’è in grado di fare: da campionissimo.
Appurato che non è una decisione presa per motivi economici, è eviden¬te che la mossa è dettata da questioni interne. Balotelli non era in sintonia con lo spogliatoio, in particolare con due o tre «vecchi» del gruppo. Tipo Milito e Lucio, raccontano, e soprat-tutto Materazzi. Noi riteniamo che sia compito di una società anche gestire simili screzi, incanalarli, semmai tra¬sformarli in energia positiva. Certo è che, di fronte a una scelta, di fronte a un aut aut del tipo «o io o lui», noi non avremmo avuto dubbi tra un fenome¬no di vent’anni e un paio di ultratren¬tenni.
Balotelli ci abbagliò quando, a di¬ciassette anni, fece irruzione nell’In¬ter e nel calcio italiano. Tutti capirono che non si trattava di uno con qualità normali, e nemmeno eccezionali. Era ancora di più, Mario: gente del genere nasce una volta ogni due lustri. Ricor¬diamo pochissimi altri così forti così giovani. Andando a ritroso, il Cassano degli albori, il Totti di inizio anni No¬vanta, il primo Baggio (che però in partenza fu condizionato dagli infortu¬ni), e poi quel Roberto Mancini che og¬gi abbraccia Balotelli a Manchester. Lo stesso Del Piero si rivelò definitiva¬mente a vent’anni, mica a diciassette. Balotelli è il nostro Messi, magari più scapestrato e difficile da gestire, ma comunque eccezionale. Mai avremmo rinunciato a lui, con buona pace di Ma¬terazzi.
Good luck, dunque, Mario. E buona fortuna anche al nostro calcio, che fa di tutto, ma proprio di tutto, per farsi male.”

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