5/02/10
MOURINHO, UN PESO E TANTE MISURE
ALBERTO POLVEROSI, INVIATO ED EDITORIALISTA DEL CORRIERE DELLO SPORT HA ESPRESSO IL SUO PENSIERO SUL CASO BALOTELLI.
PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE-
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DI ALBERTO POLVEROSI
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BALOTELLI VIVE IN UN MONDO che sembra astratto e Mourinho non perde occasione per ricordarglielo. Dice che ogni sua espressione calcistica è naif. Ma non si limita a questo, il portoghese. Va oltre, va sempre oltre quando si tratta di Mario. Per lui è sempre pronto un processo pubblico. Che magari ha pure un suo senso logico, costruttivo (?), ma solo se la regola vale per tutti. Invece all’Inter c’è una regolaBalotelli e una regola per il resto dello spogliatoio.
Accade, per esempio, che Wesley Sneijder, fior di giocatore, si faccia prendere dai nervi dopo appena 27 minuti di partita contro il Milan, si metta ad applaudire l’arbitro per una decina di secondi e mentre il malcapitato Rocchi cerca di far finta di niente, quello gli dica “bravo, bravo”. Un tecnico che non fa sconti a nessuno prenderebbe l’olandese da una parte e gli direbbe qualcosina di poco gradevole. Invece Mourinho va in conferenza stampa e dice che l’arbitro ha sbagliato, che un applauso in fin dei conti non è un’offesa, insomma tenta una difesa accorata. Difesa a cui prima Moratti e poi lo stesso Sneijder non si accodano forse perchè non la trovano molto appropriata.
Succede poi che, durante non un derby per lo scudetto ma una partita di Coppa Italia, Balotelli prenda un colpo in un occhio, che si riempie di sangue, richiami l’attenzione della panchina e in cambio riceva i gestacci del suo allenatore.
Questa non è una difesa di Balotelli, che spesso supera il limite, ma è la constatazione di come funziona alla Pinetina, su come Mourinho tiene i rapporti con la squadra, da una parte, e con Balotelli, dall’altra. Con un mancato senso di giustizia.
ALBERTO POLVEROSI
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