• Perchè i ricchi possono fare voto di povertà e i poveri non quello di ricchezza? 

Varie

25/03/08

GRAZIE AD ARTEMIDE IL MILAN BATTE L’INTER 3-0

Quando si dice “la società”.

Il Milan viene eliminato dalla Champions, dal quarto posto è lontano quattro punti e l’amministratore delegato Galliani fa quadrato attorno al suo allenatore e lo difende a spada tratta: “Ancelotti resterà con noi anche se dovessimo disputare la Coppa Uefa o anche niente. Non si discute”.

L’Inter è eliminata dalla Champions, è prima in classifica ed è in semifinale di Coppa Italia e l’amministratore delegato Ernesto Paolillo non apre bocca se non per sottolineare come la famosa lettera della Juventus sugli arbitri possa costituire una indebita pressione.

Silenzio da parte dell’amministratore delegato Paolillo, che è anche direttore generale (si metta tranquillo, “piazza 6 febbraio” a Milano non è stata chiamata così in suo onore) e da parte di Moratti che, ormai è chiaro, sogna un altro 5 maggio”.

Come società il Milan batte Inter almeno per 3-0.

In classifica l’Inter è prima, quattro punti di vantaggio non sono pochi, ma a forza di accendere ceri a Eupalla, la musa del calcio, è possibile che il desiderio venga esaudito.

Il complesso di Erostrato (che per passare alla storia incendiò Efeso, la più bella città dell’antichità e distrusse il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo) ormai in casa interista, fra dirigenti e parte dei tifosi, è diventato un virus che dilaga ogni giorno di più.

Angelo Moratti, dall’Aldilà non si dà pace.

L’apologia della sconfitta e il crogiolarsi nel dolore per le vittorie del Milan o della Juve o della Roma fanno parte di un copione replicato malamente troppe volte per pensare che sia vero.

Una castrazione mentale che porta all’impotenza (anche sessuale) con la precisa volontà di sfuggire a una catarsi che sarebbe indispensabile.

Qualcuno dovrebbe spiegare a questi dirigenti e tifosi che Angelo Moratti e Peppino Prisco, due che loro non avrebbero mai capito questa castrazione mentale, che erano orgogliosi di come venivano chiamati: bauscia.

La parola milanese “Bauscia” si può tradurre in “fanfarone”, “presuntuoso sino all’eccesso” o semplicemente “fanatico”.

Insomma il “bauscia” cioè il tifoso dell’Inter può essere tante cose: fanfarone, presuntuoso, fanatico, tante cose ma mai e poi mai cultore della sconfitta.

E allora lo scrittore che si professa interista perché è di moda e fa vendere copie, in realtà pensa da milanista e così i comici e i cabarettisti.

Ognuno libero di pensarla come vuole (anche Von Masoch ha milioni di …tifosi) ma se i tifosi dell’Inter tornassero ad essere un po’ più “bauscia” non sarebbe meglio?

OGGI SARO’ IN CHAT DALLE 11.

Letto 434 volte